Ingresso
Con tessera: € 6
Senza tessera: € 8
Prezzo tessera: € 10/anno
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Martedì 13 Gennaio 2026 - ore 21:00
C'era una volta mia madre
Regia di Ken Scott
Con Leila Behkti, Jonathan Cohen
Durata 102' - Francia 2025
C'era una volta mia madre è una bella favola tratta
da una storia vera, sorta di racconto intimo sull'amore
materno e sulla ricerca dell'identità che si muove tra dramma
e commedia. Diretto dal canadese Ken Scott e ispirato al
romanzo autobiografico di Roland Perez,
Ma mère, Dieu
et Sylvie Vartan, ci racconta la vita dello stesso Roland,
nato con un "piede equino" che gli impedisce di stare in
piedi. Sarà sua madre a riuscire a farlo camminare come
tutti gli altri e a fargli avere una vita meravigliosa:
attore prima, avvocato poi, persino giornalista improvvisato,
con tanto di matrimonio felice e diversi figli.
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Martedì 20 Gennaio 2026 - ore 21:00
Father Mother Sister Brother
Regia di Jim Jarmusch
Con Cate Blanchett, Adam Driver, Charlotte Rampling
Durata 110' - Usa 2025
Tre storie che raccontano le relazioni tra figli adulti, i loro
genitori piuttosto distanti e tra fratelli. Una sorella e un fratello
quarantenni si ritrovano a mantenere un padre squattrinato
che li invita a visitarlo solo quando ha bisogno di un aiuto
economico; due sorelle vanno a prendere il té dalla madre,
famosa scrittrice, e fanno a gara per sembrarle più riuscite
di quello che sono; due gemelli intorno alla ventina devono
confrontarsi con la morte dei genitori.
Il nuovo lavoro di Jim Jarmusch, Leone d'Oro a Venezia 2025,
è una sonata in tre movimenti, di cui i primi due sono una
variazione sul tema e il terzo una ripetizione e una soluzione.
In tutti e tre ci sono o un padre o una madre o un fratello o
una sorella, mai tutti e quattro insieme, con uno o più pezzi
mancanti, eppure sempre con l'idea che anche gli assenti, morti
o mai nominati, fanno parte del quadro d'insieme, ovvero il
quadro di una famiglia sbagliata, soffocante, assente.
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Martedì 27 Gennaio 2026 - ore 21:00
Ultimo schiaffo
Regia di Matteo Oleotto
Con Adalgisa Manfrida, Massimiliano Motta
Durata 110' - Italia 2025
Dodici anni dopo l’esordio con
Zoran - Il mio nipote scemo il
goriziano Matteo Oleotto - che nel frattempo si è prodigato
molto tra film tv e serie tv, tra cui la recente
Maschi veri - torna
al cinema con Ultimo schiaffo, commedia con venature
crime incentrata su due fratelli, la sfacciata e tosta Petra e il
dinoccolato, ingenuo Jure. Vivono sottozero, in tutti i sensi,
in un paesello di montagna, cercando di arrabattarsi come
possono: il sogno, soprattutto per Petra, è fuggire via da tutto
questo. Ma per farlo servono i soldi... Oleotto ritrova il gusto
dell’ambientazione di provincia per realizzare questa sorta di
controcanto natalizio girato a Cave del Predil in Friuli, dove
la miniera diventa importante luogo narrativo del film, teatro
nascosto di quei “power slap” clandestini che poi danno il titolo
all’opera.
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Martedì 3 Febbraio 2026 - ore 21:00
Sirat
Regia di ´Oliver Laxe
Con Sergi Lopez, Bruno Nuñez
Durata 115' - Spagna/Francia 2025
Un uomo in cerca della figlia scomparsa raggiunge un rave
party nel deserto marocchino insieme a suo figlio.
Quando i due si uniscono a un gruppo di raver diretto
a un’altra misteriosa festa, la loro ricerca si trasforma in
un’odissea inimmaginabile, tra i ritmi ipnotici della musica
techno e giovani in trance, in fuga dalle regole della
vita quotidiana.
Il titolo richiama nella tradizione islamica il “ponte” tra
inferno e paradiso, luogo simbolico sulla soglia tra perdita,
speranza e catarsi emotiva. La ricerca diventa così non
solo fisica ma anche spirituale ed esistenziale, esplorando
il dolore, la connessione umana e la resilienza in un mondo
che sembra al limite del collasso, in un viaggio dove ogni
passo verso la figlia Marina è anche un passo verso se stessi.
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Martedì 10 Febbraio 2026 - ore 21:00
Primavera
Regia di Damiano Michieletto
Con Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi
Durata 110' - Italia/Francia 2025
Primi del Settecento. L'Ospedale della Pietà è il più
grande orfanotrofio di Venezia, ma è anche un'istituzione
che avvia le orfane più brillanti allo studio della musica.
La sua orchestra è una delle più apprezzate al mondo.
Cecilia ha vent'anni, vive da sempre alla Pietà ed è una
straordinaria violinista, ma può esibirsi solo lì dentro, per
ricchi mecenati. Questo fino a che un vento di primavera
scuote improvvisamente la sua vita con l'arrivo del nuovo
insegnante di violino. Il suo nome è Antonio Vivaldi.
L’esordio alla regia cinematografica del pluripremiato
regista teatrale Damiano Michieletto ti prende e non ti molla
più. Ritmo, suspense, intensità crescente: tutto, dall’incipit
metaforico sull’annegamento dei gattini al finale aperto
e liberatorio, è interessante e coinvolgente.
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